Superate le prime 500 miglia nel deserto, la Race Across America (RAAM) cambia volto in modo radicale. Dall'altopiano di Tuba City, i ciclisti entrano nel suggestivo territorio della Navajo Nation e dello Utah, per poi arrampicarsi sulle imponenti vette delle Rocky Mountains in Colorado. Questa sezione montuosa, che si estende dalle Time Station 10 a 20, sposta la sfida dall'estremo calore del deserto alla rarefazione dell'aria, alle temperature sotto lo zero e alle pendenze alpine che mettono a dura prova la resistenza fisica e mentale del ciclista.
1. Utah e Navajo Nation: Le Terre Rosse e Forrest Gump Hill
Il passaggio in Utah offre scenari memorabili. Da Kayenta (TS 11) a Mexican Hat (TS 12), il tracciato attraversa l'iconica Monument Valley. I corridori superano la celebre salita panoramica conosciuta come "Forrest Gump Hill" lungo la US 163, affrontando lunghi rettilinei battuti da venti costanti che possono rallentare l'avanzamento.
Lungo le strade dello Utah e del Colorado sono presenti numerosi cancelli per il bestiame (cattle guards) inseriti nell'asfalto. Alcuni presentano fessure longitudinali larghe quanto un copertone da bici. I ciclisti devono affrontarli con la massima cautela per evitare forature o rovinose cadute.
Affrontando la tratta verso Montezuma Creek (TS 13) e Cortez (TS 14), si varca il confine del Colorado. Qui inizia formalmente l'assistenza leapfrog obbligatoria anche diurna, per garantire la sicurezza del ciclista lungo le strade statali montane sprovviste di banchina laterale.
2. Colorado: L'Ingresso nei Giganti del West
L'arrivo a Durango (TS 15) segna un traguardo storico: è qui che si conclude la corsa per gli atleti della RAW (Race Across the West). Per i partecipanti della RAAM, invece, Durango rappresenta solo la porta d'accesso alle grandi tappe alpine del Colorado.
Da Durango, la strada sale costantemente verso Pagosa Springs (TS 16) e inizia a inerpicarsi sulle pendici delle montagne di San Juan. La densità dell'aria inizia a ridursi sensibilmente, e il ciclista deve adattare il proprio ritmo per evitare di accumulare acido lattico precoce in una fase della corsa in cui mancano ancora più di 2.000 miglia al traguardo di Atlantic City.
3. Wolf Creek Pass e La Veta: Oltre i 3.000 Metri
La vetta più iconica e temuta dell'intera RAAM è il Wolf Creek Pass, situato sulla cresta continentale a ben 10.856 piedi di altitudine (3.309 metri). La salita presenta pendenze costanti e costringe l'atleta a pedalare in condizioni di ipossia moderata. Le temperature in cima, anche in pieno giugno, possono scendere rapidamente sotto lo zero durante le ore notturne, con nevicate improvvise non insolite.
Dopo la vertiginosa discesa verso South Fork (TS 17) e Alamosa (TS 18) attraverso la San Luis Valley, i corridori affrontano il secondo passo montano: il La Veta Pass (9.413 piedi / 2.869 metri). Anche in questo caso, la gestione termica dell'atleta è cruciale: la transizione dal caldo della salita sotto il sole al gelo della discesa richiede un coordinamento perfetto con l'ammiraglia per il cambio di abbigliamento al volo.
4. Gestione della Crew e Sicurezza sui Passi
In Colorado, la crew deve prestare la massima attenzione alla guida dei veicoli di supporto. Le pendenze ripide mettono a dura prova i freni dei camper e delle auto di scorta. Inoltre, l'altitudine elevata può causare mal di montagna (AMS) non solo al ciclista, ma anche ai membri della crew, rallentando i riflessi e la capacità di reazione.
È fondamentale avere a bordo bombole di ossigeno portatili per il recupero dell'atleta durante le soste programmate e calibrare l'alimentazione con cibi caldi e facilmente digeribili per compensare l'enorme dispendio calorico causato dall'altitudine e dal freddo.