Le prime 500 miglia della Race Across America (RAAM) sono una spietata prova di sopravvivenza biologica e logistica. Dalla passerella di Oceanside, accarezzata dall'Oceano Pacifico, i ciclisti si tuffano rapidamente in una delle zone più calde e inospitali del pianeta. Qui, la brezza marina lascia il posto alle temperature asfissianti del deserto di Anza-Borrego, delle dune di Glamis e dell'altopiano dell'Arizona. In questo primo tratto geografico, che copre le Time Station da 1 a 10, la corretta gestione del caldo, dell'idratazione e dei regolamenti di supporto decide chi continuerà a pedalare e chi si ritirerà anzitempo.
1. Il Deserto della California: La Discesa nel Forno
L'inizio della gara è caratterizzato da una zona a supporto vietato (Unsupported Zone) che si estende dalla linea di partenza fino al cavalcavia della I-15. In questa sezione, i veicoli di supporto non sono ammessi e i ciclisti devono contare solo sulle proprie forze. Subito dopo la I-15, la carovana si dirige verso la prima Time Station (TS 1) a Borrego Springs, affrontando la discesa vertiginosa nota come "The Glass Elevator", una discesa mozzafiato che porta i corridori nel cuore del deserto.
La tratta da Borrego Springs a Brawley (TS 2) ospita il punto più basso dell'intero percorso RAAM, situato a circa 194 piedi sotto il livello del mare (59 metri sotto il livello del mare), nei pressi della celebre faglia di Sant'Andrea. In questa depressione geografica, l'aria immobile e il riverbero dell'asfalto creano condizioni climatiche torride già a metà mattina.
2. Glamis Sand Dunes e la Frontiera dell'Arizona
Proseguendo verso est, il percorso attraversa la scenografica area ricreativa delle dune di sabbia di Glamis, sfiorando il confine messicano a soli 19,5 miglia di distanza. Questo è un punto critico per la Crew: i veicoli di supporto devono essere pronti ad affrontare forti raffiche di vento laterale e la presenza di sabbia soffice sui margini stradali, che rende instabili i parcheggi fuori dalla carreggiata.
Presso la stazione di ispezione della Border Patrol statunitense a Glamis, tutti i ciclisti e i membri dell'equipaggio devono avere i passaporti o i documenti d'identità pronti per il controllo. Un ritardo o un documento mancante qui può bloccare il team per ore.
Subito dopo aver attraversato il fiume Colorado, si entra ufficialmente in Arizona presso la Time Station 4 (Parker). In Arizona, le regole di gara impongono restrizioni severe: è severamente vietato il supporto diretto "direct follow" (veicolo al seguito del ciclista) durante le ore diurne per le prime 60 miglia oltre la Time Station 9 (Flagstaff). La crew deve operare esclusivamente in modalità "leapfrog" (salti in avanti), fermandosi nelle piazzole laterali per passare borracce e rifornimenti.
3. La Scalata verso l'Altopiano: Yarnell Grade e Skull Valley
Lasciato il deserto piatto della prima parte dell'Arizona (Salome TS 5, Congress TS 6), il percorso subisce un brusco cambio di pendenza con la salita della celebre Yarnell Grade. Questa salita introduce i ciclisti al territorio montuoso dell'Arizona centrale, portandoli a superare la Skull Valley e a raggiungere il passo di Iron Springs (6.153 piedi / 1.875 metri di quota) prima di giungere a Prescott (TS 7).
Il percorso prosegue poi attraverso Cottonwood (TS 8) e si inerpica in direzione di Sedona. Qui, per motivi di traffico e sicurezza stradale nel canyon di Sedona, la direzione gara può imporre una sezione di navetta (Sedona Shuttle) o severe restrizioni ai veicoli di supporto di grandi dimensioni. I camper (RV) e i mezzi ausiliari devono deviare lungo percorsi alternativi prestabiliti, ricongiungendosi al ciclista solo a Flagstaff (TS 9), a circa 2.100 metri di altitudine.
4. Consigli di Logistica ed Equipaggiamento nel Deserto
La parola d'ordine nel deserto è prevenzione termica. Le temperature possono superare agevolmente i 45°C di giorno per poi scendere sotto i 10°C di notte sui passi montani di Prescott e Flagstaff. La crew deve gestire con attenzione le ghiacciaie a bordo dei veicoli di supporto per mantenere l'acqua e gli integratori a temperatura controllata e utilizzare manicotti refrigeranti riempiti di ghiaccio da far indossare al ciclista.
Inoltre, l'autocertificazione dei veicoli (Self-Inspection) deve essere impeccabile: i nastri riflettenti sulle ruote del ciclista e sui telai delle bici sono essenziali per le tratte notturne nel deserto, dove l'assenza totale di illuminazione stradale rende la visibilità un fattore di vita o di morte.